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Organismo di Vigilanza

L’Ente può essere esonerato dalla responsabilità conseguente alla commissione dei reati presupposto se l’organo dirigente ha affidato il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello ad un organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, l’Organismo di Vigilanza.

Funzione primaria dell’Organismo di Vigilanza è, quindi, di vigilare sull’attuazione e la corretta applicazione del Modello adottato curandone l’aggiornamento e gli adattamenti necessari o utili.

Le attività che l’Organismo è chiamato ad assolvere sono:

  • vigilanza sull’effettività del modello, ossia la verifica della coerenza tra i comportamenti concreti ed il modello istituito;

  • disamina in merito all’adeguatezza del modello, ossia della sua reale (e non meramente formale) capacità di prevenire, in linea di massima, i comportamenti non voluti;

  • analisi circa il mantenimento nel tempo dei requisiti di solidità e funzionalità del modello;

  • cura del necessario aggiornamento in senso dinamico del modello.

E’ di fondamentale importanza che l’Organismo di Vigilanza assicuri il profilo di effettività dei controlli in relazione alla dimensione ed alla complessità organizzativa dell’Ente.

Per quanto concerne le tematiche di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, l’OdV dovrà avvalersi di tutte le risorse attivate per la gestione dei relativi aspetti (RSPP, ASPP, RLS, Medico Competente, addetti primo soccorso, addetto emergenze, ecc.).

Nelle imprese di piccole dimensioni (art. 6, comma 4 D.Lgs. 231/01), i compiti dell’Organismo di Vigilanza possono essere assolti dall’organo dirigente.

Per gli Enti per cui non opera la deroga sopra menzionata, è da escludere il conferimento dell’incarico di vigilanza all’amministratore unico, al consiglio di amministrazione e all’amministratore delegato, in quanto soggetti passivi, essi stessi, di vigilanza.

Nelle strutture aziendali di medie dimensioni va sempre più diffondendosi l’istituzione della funzione di internal auditing (revisione interna) e del Comitato per il controllo interno, con il compito di vigilare sul complessivo Sistema di Controllo Interno.

Il Comitato per il controllo interno è dotato di autonomia ed indipendenza, in quanto deve essere composto da amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti.

Esso può avvalersi anche dell’attività dei preposti ai controlli interni per lo svolgimento delle attività di vigilanza, in modo da garantire la continuità d’azione richiesta all’OdV.

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