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I sindaci disertano il tavolo sull’Ilva con Di Maio. Melucci: «È una sceneggiata»

luglio 30, 2018

Il sindaco di Taranto annuncia che domani non sarà presente al vertice sull’Ilva: «Il Comune non si presta a dilettantismo spaccone»

Oltre al primo cittadino di Taranto, non parteciperanno anche gli altri sindaci dell’area ‘di crisì di Taranto e il presidente della Provincia, Martino Tamburrano. I rappresentanti del territorio Tarantino che non andranno a Roma terranno una conferenza stampa, convocata alle ore 10 al Municipio di Taranto.

TARANTO – È una vigilia agitata quella del vertice istituzionale sull’Ilva convocato per domani al Mise dal ministro Luigi Di Maio. Contestando un eccessivo allargamento della partecipazione, diserteranno l’incontro il primo cittadino di Taranto, Rinaldo Melucci, i sindaci dell’area di ‘crisì del tarantino, e il presidente della Provincia ionica, Martino Tamburrano. La stessa ArcelorMittal, che domani presenterà la sua proposta migliorativa per l’acquisto del siderurgico, ha inviato una lettera a Di Maio precisando di non essere stata informata dell’allargamento a tanti soggetti, ma sottolineando un’apertura al dialogo e la necessità di un percorso “condiviso». Nella missiva, ArcelorMittal ha anche sottolineato l’opportunità che all’incontro partecipino il ministero dell’Ambiente e i tecnici del Mise che hanno lavorato alla controproposta.

Alle polemiche sull’incontro risponde il ministro Di Maio, avvertendo che «il tavolo Ilva non è stato convocato per trasformarsi in un club privato dove si discute nell’oscurità. Tutto deve essere trasparente». Di Maio sottolinea che «stiamo parlando del futuro di migliaia di cittadini e lavoratori, e chi preferisce può liberamente scegliere di non partecipare. Da ministro lo accetto, ma ne trarrò le dovute conseguenze».

Il dietrofront degli amministratori tarantini arriva dopo l’ulteriore allargamento del tavolo Ilva a movimenti e associazioni tra cui figurerebbero alcuni attivisti che, al grido «assassino assassino», due mesi fa contestarono Melucci inseguendolo sotto la Prefettura dopo l’incidente sul lavoro in cui perse la vita il 28enne Angelo Fuggiano, operaio della ditta Ferplast dell’appalto Ilva.

«Ma è finita – rileva Di Maio – l’epoca delle riunioni che escludono i cittadini da qualsiasi tipo di discussione. I vecchi schemi mentali ci hanno portato dove siamo oggi e non ripeteremo gli errori di chi ci ha preceduto. Il nostro metodo, che fa rima con partecipazione, è un altro». Un metodo che Melucci, però, definisce «dilettantismo spaccone» al quale il Comune di Taranto “non si presterà: Di Maio – evidenzia il primo cittadino – lo spaccerà per trasparenza e democrazia, ma è solo una sceneggiatura per coprire il vuoto di proposte e di coraggio».

Anche il governatore pugliese Michele Emiliano sottolinea su Twitter l’importanza di un’ampia partecipazione: «A chi fa paura – chiede – la presenza dei cittadini ai tavoli istituzionali ai quali col governo del Pd non era ammessa neanche la Regione Puglia?». Dal fronte dei sindacati, il leader della Fim Cisl, Marco Bentivogli, crede sia «concreto il rischio-passerella» su “una riunione cui parteciperanno, per sole due ore, 62 soggetti tra istituzioni, associazioni e sindacati». Mentre i comitati dei cittadini di Taranto temono che «la volontà del governo sia scongiurare la chiusura dell’Ilva e legare il futuro del territorio alla produzione dell’acciaio».

(La Gazzetta del Mezzogiorno)

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